Meditazione

Nella Via diretta, l’accento non viene mai posto sull’oggetto, tutti gli oggetti appaiono e scompaiono nello spazio luminoso della pura Consapevolezza e servono unicamente a rivelare quest’ultima…

Jean Klein

La meditazione di pura consapevolezza non prescrive visualizzazioni, mantra o mudra. Questa meditazione si basa esclusivamente sulla pura Presenza che come uno spazio luminoso accoglie il divenire del mondo, senza esserne influenzata. Questo spazio luminoso ha il gusto della beatitudine e della gioia ed è il vero noi stessi che accoglie e comprende ciò che credevamo di essere, il corpo-mente. Questa meditazione non necessita di sforzo personale o volitività, né di elaborazione mentale. L’abbandono consapevole della volontà personale, conscia e inconscia, e l’ascolto dal silenzio sono i suoi fondamenti.

Le Parole del M° Jean Klein

La Via diretta

Nella Via diretta, l’accento non viene mai posto sull’oggetto, la percezione. Tutti gli oggetti appaiono e scompaiono nello spazio luminoso della pura Consapevolezza e servono unicamente a rivelare quest’ultima…

“Quando si avanza attraverso livelli ed esperienze, non si esce mai dallo schema che spinge a cercare di oggettivare la nostra vera natura. Si possono trovare molti oggetti interessanti, differenti centri di energia, ogni sorta di sentimenti estatici o drammatici; si può produrre una certa purificazione, ma rimane una sottile dualità, molto difficile da trascendere.

Nella Via diretta ci si situa immediatamente nella totalità ed ogni percezione è vista soltanto alla luce della totalità. Anche se questo non è ancora una realtà, si procede come se lo fosse. E’ molto importante. Nella Via diretta, che propriamente parlando non è una Via, facciamo immediatamente fronte al Principio ultimo. Accettiamo come possibilità ciò che abbiamo udito: che non siamo il corpo, i sensi e la mente, ma la luce che sta dietro ogni percezione. La supposizione di base della Via diretta è che il nostro non-stato globale è già qui, ci è naturale, attende solo il rilassamento profondo delle abitudini corporali e mentali per essere vissuto pienamente. Questo non-stato è il Divino, la Grazia, la Presenza che appare nello spazio tra le nostre intenzioni egoiche, le nostre mire. Essa è sempre presente. Ogni movimento per raggiungerla è dunque un allontanarsene, perché quando vogliamo qualcosa supponiamo che questo qualcosa ci manchi. Nessuno sforzo può persuadere la Presenza ad apparire. Il nostro essere naturale non si trova nel processo del divenire. Nella Via diretta, l’accento non viene mai posto sull’oggetto, la percezione. Tutti gli oggetti appaiono e scompaiono nello spazio luminoso della pura Consapevolezza e servono unicamente a rivelare quest’ultima. Non si enfatizza avidya, l’ignoranza, ma si dirige lo sguardo verso la luce, vidya.

La Meditazione non è una disciplina per tranquillizzare la mente e condurla ad un’assenza di pensieri, la mente non può mai essere tranquilla in modo permanente. Associare con il Silenzio l’assenza di pensieri è una falsa identificazione. Il Silenzio è al di là della presenza e dell’assenza di pensiero. Arrestare il mentale con l’aiuto di una tecnica può indurre una certa distensione, ma quando lasciate quello stato si ripropone il problema della vita quotidiana.

Nella Via diretta, la Meditazione seduta non è utilizzata altro che come laboratorio per osservare come funziona il nostro meccanismo (corpo-mente). Non si dà presa a quello che si osserva, in modo che sin dall’inizio l’accento è posto sull’ascolto e sull’osservazione. Talvolta la parola “Meditazione” si riferisce alla tela di fondo, la tranquillità, la Presenza in cui tutto spontaneamente appare e si dissolve.

La Consapevolezza della tranquillità, del silenzio può sorgere prima in assenza di oggetti, come accede spesso quando sediamo in Meditazione. Più tardi, però, questa Consapevolezza è presente sia quando gli oggetti sono assenti che quando sono presenti. Questa Consapevolezza, che è ascolto, è la tela di fondo di ogni cosa che appare, così che anche quando siete impegnati nelle attività quotidiane, siete consapevoli dell’attività e insieme dell’Essere. Non possiamo avere due pensieri contemporaneamente ma possiamo contemporaneamente essere consapevoli della nostra esistenza fenomenica e della nostra Presenza, Essere.’

Silenzio

“Il Silenzio è la nostra reale natura, ciò che fondamentalmente siamo. Libero da inizio e fine, era prima che tutto iniziasse”

Il Silenzio è privo di causa e la sua grandezza sta nel semplice fatto che esso è.

E’ nel Silenzio che gli oggetti trovano il loro fondamento, esso è la luce che dà loro la forma. Ogni movimento ed ogni attività sono armonizzati dal Silenzio.

Il Silenzio non ha come suo opposto il rumore, perché esso è al di là del positivo e del negativo.
Il Silenzio dissolve ogni oggetto; non si trova in reazione a nessuna controparte che appartenga alla mente, non ha niente a che fare con la mente, non può essere definito ma può essere sentito direttamente perché è ciò che ci è più vicino.

Il Silenzio è libertà senza restrizione o centro. E’ la nostra interezza, non è interno né esterno al corpo.
Il Silenzio è gioioso, non piacevole. Non è psicologico. E’ il sentire senza colui che sente. Esso non ha bisogno di intermediari.
Il Silenzio è sacro, guaritore, in esso non c’è paura. E’ autonomo, come l’amore e la bellezza. Non è influenzato dal tempo. Il Silenzio è Meditazione libera da intenzioni e da colui che medita. E’ l’assenza di sé stessi, o meglio l’assenza dell’assenza. Il suono che proviene dal Silenzio è musica. Ogni attività è creativa quando proviene dal Silenzio. E’ un inizio sempre nuovo.
Il Silenzio precede la parola, la poesia, la musica e tutte le arti. E’ il luogo originario di tutte le attività creative. Ciò che è veramente creativo è la Parola, la Verità.

Il Silenzio è Parola.
Il Silenzio è Verità.

Colui che è stabile nel Silenzio, vive in una costante offerta, in una preghiera senza aspettative, nella gratitudine, in un costante amore.’

Meditazione

“Ci sono momenti della vita quotidiana in cui la mente non è agitata, dovremmo cercare di essere consapevoli di questi momenti, essi sono le finestre dalle quali può entrare la Verità, non sono il frutto di volontà o disciplina ma di circostanze esterne che portano la mente alla quiete. Quando la mente smette di voler afferrare, quando non c’è più sforzo per ottenere e divenire qualcuno, quando l’energia non è più proiettata in strategie e finalità, essa ritorna a uno stato di equilibrio in cui tutto rimane tranquillo e punta verso la Consapevolezza silenziosa, in cui tutti i pensieri e le percezioni appaiono e scompaiono.

La Meditazione non è uno stato in cui entrare o da cui uscire, né è una funzione, o un’attività. Prima di andare verso la Meditazione, dovreste familiarizzare con il vostro ambiente più vicino: il vostro modo di pensare, di sentire, le vostre sensazioni, le vostre paure, l’insicurezza e così via. Questo richiede una qualità di Attenzione libera da aspettative, da anticipazioni. Richiede una mente innocente, un’Attenzione innocente. In quest’Attenzione innocente, la mente non ha ruolo, non ha niente da guadagnare. La qualità di Attenzione di cui parlo è un rilassamento molto profondo. La pura Attenzione non è localizzata. Familiarizzate con l’ascolto, l’osservazione, senza lasciare che la concettualizzazione interferisca. Osservate, ascoltate senza nominare, giudicare, comparare, valutare, giustificare e così via. Vivete semplicemente nella percezione senza concettualizzazione. Nella percezione pura non c’è posto per la persona, per l’ego. Quando avrete familiarità con ciò che vi circonda da vicino, il vostro ambiente psico-fisico, troverete che non siete più coinvolti e sentirete che tutto ciò che appare nella vostra vita quotidiana, appare in questa pura Attenzione. Sentirete voi stessi sempre più nell’Attenzione. Quest’Attenzione si dispiegherà, diventando Presenza, Consapevolezza, tutto il vostro corpo-mente sarà presente in essa.

Il testimone è sempre presente, egli è eterna Presenza. E’ ciò che non si identifica con il mutamento, con le circostanze, e perciò le ‘osserva’. Ogni qual volta si prenda nota di un mutamento, lo si fa dalla posizione del presente. E’ questa continua Presenza attraverso la vita che chiamiamo il testimone. Conoscere il testimone, perciò, significa sperimentare la presenza del Presente in ogni mutamento.

Direi che il desiderio interiore di meditare proviene dall’esperienza di Attenzione senza tensione. Il desiderio di Essere proviene direttamente dal Desiderato, in altre parole il Sé sta cercando sé stesso. Questa intuizione ci induce ad abbandonare il nostro bisogno di accumulare, afferrare, compiere, possedere, e tende a ridurre l’attività della mente. La profonda comprensione di questo ci porta spontaneamente alla nostra dimora. La Grazia ci richiama a sé, questo non può essere descritto, può solamente essere vissuto.

Quando cercate di meditare create uno stato, avete un obiettivo da raggiungere. Non si può mai meditare intenzionalmente, si può soltanto imparare ad abbandonare ciò che non è Meditazione. Tutti gli sforzi per eliminare o divenire sono inutili, perché il tentativo stesso fa parte di ciò che cercate di eliminare. La mente può essere immobile di tanto in tanto ma la natura della mente è attività, è funzione. Il vostro corpo può essere vuoto, di tanto in tanto rilassato, ma anche il vostro corpo è funzione. E’ perciò una violenza contro la natura tentare di fermare la mente o il funzionamento del corpo.

Quindi, quando si parla di Silenzio, o Attenzione, Presenza, non ha niente a che vedere con il fermare le funzioni della mente, o il fermare le attività del corpo. Ciò che intendiamo con Meditazione, ciò che intendiamo per Presenza, è al di là dell’attività e della non attività, e perfino il termine geometrico ‘al di là’ non è appropriato. Meditazione, Attenzione, Presenza è l’immensa vastità in cui si svolgono tutta l’attività e la non-attività. Questa vastità è senza direzione, e in essa le funzioni della mente e del corpo appaiono e scompaiono perché queste funzioni sono espressione, un’estensione della nostra reale natura, del nostro reale essere, Presenza.

Non dimenticate che la vera Meditazione avviene in assenza di un meditante. Quindi, se siete attratti dalla Meditazione, prendetela semplicemente come un esperimento di laboratorio dove esplorare, guardare i fatti. Quando cominciate a rispondere alle sollecitazioni del silenzio, potreste essere chiamati ad esplorare l’invito. Questa esplorazione è una specie di laboratorio. Potete sedervi ad osservare il va e vieni delle percezioni. Restate presenti ad esse, ma non le seguite, seguire un pensiero è ciò che lo mantiene. Se restate presenti, senza diventare complici, l’agitazione rallenta a causa della mancanza di carburante. Nell’assenza di agitazione siete presi allora dalla risonanza della tranquillità.

Quando vedrete che non c’è alcun meditante, né qualcosa su cui meditare, allora rimarrà solo l’Essere. Soltanto questa autentica Meditazione, la Consapevolezza senza tempo, può liberarci dalla presa esercitata dalle reazioni automatiche del pensiero e della memoria. Questa Presenza libera e regola senza intenzione le energie implicate in queste reazioni. Dato che non riesco a trovare una parola migliore della parola “corrente”, direi che si tratta di una corrente d’Amore.”