Yoga del Kashmir

Secondo l’insegnamento di Jean Klein

Nella Via diretta, l’accento non viene mai posto sull’oggetto, tutti gli oggetti appaiono e scompaiono nello spazio luminoso della pura Consapevolezza e servono unicamente a rivelare quest’ultima…

Lo Yoga nella tradizione del Kashmir

Lo yoga che pratichiamo in Samveda si basa sull’Ascolto e sulla Presenza del Cuore libero e sebbene si utilizzi il lavoro corporale (asana) e il respiro, in esso si evidenzia soprattutto l’approccio meditativo non-duale (advaita).

Lo yoga di questa tradizione, secondo l’insegnamento di J. Klein, ci riporta costantemente ad una presenza nella quale possiamo pregustare la vera libertà. Il M° Jean Klein ha portato in Occidente questo Insegnamento, divulgandolo in diversi Stati europei e negli USA per circa 40 anni.

Si basa fondamentalmente sull’ascolto meditativo e sull’approfondimento della conoscenza di sé stessi e del segreto che si nasconde in ognuno di noi: questo sentiero porta verso un equilibrio ed un benessere sempre meno dipendente da fattori esterni (pensieri inclusi). Sebbene anche lo Yoga del Kashmir sia caratterizzato da posizioni (asana), respirazione e movimento, in questo approccio l’accento viene posto soprattutto su una maggiore connessione con il corpo energetico e sullo spostamento della nostra posizione coscienziale dal piano dell’io volitivo alla pura Consapevolezza. Posizioni e movimenti sono compiuti nel pieno rispetto della propria sensibilità risvegliata mediante l’ascolto meditativo. Diamo sempre la priorità a quel profondo agio psico-fisico che è frutto del vivere nel Presente.

Le parole del M° Jean Klein

Questo approccio è basato sulla tradizionale arte dell’ascolto. Noi non conosciamo il vero corpo. A causa di tensioni accumulate e del vivere nel mondo dei concetti e delle idee, anche il corpo è diventato un’idea, invece che qualcosa di vivente, qualcosa di sentito. L’energia sottile del corpo è paralizzata nella tensione neuro-muscolare. Solo in un ascolto senza anticipazione o scelta, questa originaria sensazione di energia può iniziare a manifestarsi. In questo ascoltare e permettere alla sensazione del corpo di dispiegarsi, non siamo più complici delle reazioni. Prima sentiremo quest’energia in specifiche parti del corpo, successivamente si estenderà all’intero corpo, che verrà percepito come una sottile sensazione globale.
Questa sottile energia (prana) è il reale fattore di guarigione nel corpo. Invece che i vecchi schemi di pesantezza, resistenza e densità, scopriamo nel corpo una sensazione di leggerezza, trasparenza ed espansione nello spazio. Sentiamo noi stessi senza centro, senza confini, uno con lo spazio. Questa sensazione di apertura, di espansione ci libera dal nostro mondo egocentrico e ci lascia aperti a più profonde dimensioni. Altrimenti il corpo è prevalentemente un meccanismo di difesa per mantenere il nostro ego.

Quando facciamo una posizione (yoga-asana), viviamo di momento in momento nella sensazione, siamo uno con ciò che percepiamo. Si entra nella posizione senza sforzo intenzionale, enfatizzando l’abbandono, soprattutto quello psicologico, e l’azione appropriata a ciò che percepiamo. Procedendo in questo modo, l’intera struttura corporea lavora in totale armonia, al di là degli schemi e della meccanicità del condizionamento.

Quando la posizione è interiormente perfezionata, essa viene vissuta come esperienza meditativa. L’enfasi non è più sull’oggetto, il corpo, ma sulla Consapevolezza, sulla Presenza.
C’è un cambiamento immediato quando l’asana si è completamente dispiegata nella nostra Consapevolezza ed è riassorbita nel silenzio. In questa Meditazione, non c’è più colui che medita e niente su cui meditare. Non è concentrazione, ma Consapevolezza senza scelta.

Allo stesso modo in cui il nostro corpo è contratto, così anche il nostro respiro è influenzato da paure e tensioni. Tendiamo a controllare inspirazione ed espirazione, in una continua manipolazione psichica. Nella nostra pratica impariamo invece ad ascoltare il respiro, sentirlo nelle diverse parti del corpo e nella sensazione globale. Alcune tecniche respiratorie possono anche essere utilizzate per pacificare la mente. Diamo al respiro l’opportunità di diventare spontaneo come succedeva nella nostra infanzia.

Un aspetto importante dell’Insegnamento è il profondo rilassamento dei sensi: pelle, bocca, narici, orecchie, occhi e cervello. Inconsciamente i sensi sono strutturati per afferrare, il che vuol dire che sono contratti e tesi.
Attraverso l’ascolto si permette alla sensazione di dispiegarsi nell’apertura questo porta il corpo-mente ad un profondo rilassamento e al risveglio della sua sensibilità. Permettiamo così agli oggetti di giungere ai sensi, e impariamo a vivere maggiormente la pura percezione, senza interferenze mentali. Quando i sensi sono veramente liberi, tutto il corpo partecipa al vedere, al sentire, ecc.

E’ importante che la comprensione ottenuta per mezzo della pratica sia trasposta a tutti gli aspetti della nostra vita. Quando non siamo più identificati con un’immagine, con l’oggetto-ego, quando non siamo più psicologicamente dipendenti dalla situazione, viviamo nella nostra totalità, e agiamo dalla nostra totalità. Solo allora siamo veramente funzionali.
Quando sosteniamo la sensazione globale del corpo energetico mediante l’ascolto meditativo, ci sentiamo aperti e spaziosi; paura e tensione non hanno più possibilità di presa.

Ciò che chiamate corpo è solo una guaina in cui vive il corpo sottile. Il corpo interiore è sottile energia, la forza vitale che sostiene il corpo fisico. Tutta la nostra sensibilità dipende da questa forza vitale. Paradossalmente, sebbene il corpo sottile risieda nel corpo fisico, esso irradia oltre i suoi confini ed incontra l’ambiente circostante. Quindi il corpo nella sua interezza è molto più esteso di quanto venga solitamente compreso. Nel corso della vita, con la crescita, il corpo fisico è sempre più condizionato dallo sforzo e diventa un nodo di tensioni e contrazioni. Il corpo sottile rimane così paralizzato nella sua espressione e, poiché la sua irradiazione è ostacolata, il corpo fisico rimane isolato dall’ambiente circostante. Quando questa forza vitale è bloccata, vi è anche un invecchiamento precoce del corpo fisico, che si manifesta inizialmente con una riduzione della sensibilità e dell’energia. Nel corpo allo stato naturale, in buona salute ogni cellula è permeata di vita.

Il nostro approccio è quello di riportare il corpo energetico alla sua piena espressione, come è nell’infanzia. Nell’esserne consapevoli, esso ritrova il suo completo funzionamento. Quindi la prima cosa che facciamo nel nostro lavoro corporale è risvegliare il corpo energetico, ne facciamo un oggetto di consapevolezza. Questa energia è sentita, è una sensazione. E’ questo che io chiamo sensazione corporale. Quando la sensazione dell’energia è pienamente viva, porta una modificazione nella struttura fisica. Ogni altro tentativo di alterare il corpo viene dalla volontà, dalla mente, ed è violenza.

C’è un grande differenza tra Attenzione e concentrazione. Quest’ultima punta sempre verso un fine, è sempre uno sforzo, mentre l’Attenzione che dedichiamo alla sensazione corporale è un’Attenzione senza tensione e senza intenzione. La concentrazione afferra l’oggetto, mentre l’Attenzione lo lascia arrivare, lo accoglie, gli dà il benvenuto, né lo trattiene né lo respinge.

In ogni movimento, è il corpo energetico, il corpo vitale che muove e porta con sé il corpo fisico. L’accento nel nostro Insegnamento a questo livello non viene messo quindi sulla posizione o sulla struttura fisica, ma su questa sensazione corporale. Quando il corpo vitale è risvegliato, tutta la struttura muscolare si rilassa e avviene una armonizzazione dell’energia. Ogni senso non è più limitato al suo organo fisico ma si espande all’intero corpo. In questa sensazione globale tutti i sensi sono partecipi.

Nel nostro lavoro corporale non siamo solamente consapevoli delle sensazioni del corpo ma anche dello spazio luminoso in cui gli eventi del corpo-mente accadono e vengono percepiti. Questa pura Consapevolezza che noi siamo è eterna e non può essere influenzata. Tutti gli Insegnamenti vogliono condurci a vivere consapevolmente questa Realtà sempre presente. Il fatto di trovarvi nell’espansione vi porta automaticamente oltre l’idea di essere un’entità separata. Il lavoro corporale è un modo di condurvi a vivere l’esperienza di unità con tutti gli esseri.