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Curare l'incurabile

Lunedì 17 dicembre 2018

“Considero il dottor Gerson uno dei geni più eminenti della storia della medicina. Dopo aver meditato profondamente sulla natura della malattia e i processi di guarigione, è stato in grado di intraprendere con successo una nuova strada. Ebbe il triste destino di dover combattere da solo, esule in un paese straniero e sradicato dalle proprie origini. Molte delle sue idee più importanti sono state ora accettate, senza però attribuirgliene il merito. Le generazioni future non potranno non riconoscergli il posto che gli spetta”.

Dott. Albert Schweitzer, Nobel per la Pace, 1952

Max Gerson “Non esiste cancro in un metabolismo sano”, affermava il dottor Max Gerson (1881-1959), pioniere dell’alimentazione terapeutica nel trattamento di tumori e altre malattie degenerative, paladino dell’agricoltura biologica e definito da un suo paziente curato, il Nobel Dottor Albert Schweitzer ,“uno dei massimi geni della storia della medicina”.

Il Dottor Gerson è morto nel 1959, ma le sue idee – sulla prevenzione se non ancora sulla cura dei tumori – sono ora di dominio pubblico, senza però che il suo nome vi sia collegato. La terapia nutrizionale del Dottor Max Gerson per la guarigione e prevenzione del cancro e di altre malattie “incurabili” è un approccio di fondo al problema delle malattie croniche.

Gerson osserva che “ristabilendo il meccanismo risanatore del corpo”, cioè correggendo le turbe del metabolismo basale che permettono lo sviluppo delle malattie croniche, tutti i sistemi dell’organismo possono venire riportati al giusto funzionamento. Il corso delle malattie croniche, cancro incluso, può così venire invertito. Il Dottor Gerson sostiene che nel cancro è decisivo il mutamento del quadro patologico generale, e non sintomatico. In altre parole il cancro è una malattia non-specifica, e di conseguenza anche la terapia è non-specifica. Viene usata con pazienti di ogni età affetti da ogni tipo di cancro, e può venire modificata per il trattamento di malattie croniche non maligne.

La terapia agisce simultaneamente in tre modi. La prima fase è la disintossicazione. Si realizza somministrando ai pazienti notevoli quantitativi di succhi di frutta e di verdura biologica fresca, uno speciale passato che stimola l’eliminazione attraverso i reni, e un grande numero di clisteri di caffè (pure biologico), poiché la caffeina serve ad aprire i dotti biliari che liberano grandi masse di materiale tossico. I succhi freschi contribuiscono anche alla seconda parte della terapia: aiutano il corpo a ottenere le sostanze nutrienti essenziali, i minerali e le vitamine in forma facilmente digeribile. Vengono somministrati altri alimenti: frutta e verdure, crudi o appena cotti, rigorosamente coltivati con sistemi biologici, insalate verdi e il passato già citato, preparato di fresco con verdure ed erbe specifiche. I succhi stimolano inoltre il fegato ed i reni ad eliminare le tossine accumulate. La terza fase del trattamento è la terapia epatica di sostegno sotto forma di ioduro organico e inorganico, notevoli quantitativi di una combinazione di tre sali di potassio in soluzione al 10% (acetato, gluconato e fosfato di potassio), enzimi pancreatici e vitamina B3.

Il dottor Gerson dimostrò la fondatezza delle sue tesi curando moltissimi casi di cancro e altre malattie degenerative con una dieta biologica e una disintossicazione rigorosa in grado di riequilibrare il metabolismo corporeo, alterato da fattori ambientali e da errate abitudini dietetiche.

Dopo la sua morte, alcuni studi hanno confermato le sue tesi. Per esempio, un’analisi comparata dei risultati con la terapia Gerson e con modalità convenzionali in due gruppi di 150 pazienti malati di melanoma, che è uno dei più letali tipi di tumori, è stato pubblicato nel settembre del 1995 nella rivista medica americana, “Alternative Therapies in Health and Medicine,” vol. I, n. IV. Le diagnosi furono confermate dall’Istituto di Patologia delle Forze Armate Americane. Il 100% dei malati di melanoma stadio I e II sono arrivati al traguardo di 5 anni di sopravvivenza contro il 79% nel gruppo di controllo. Per gli stadi IIIA e IIIB, con metastasi locali, il gruppo Gerson è arrivato al 70% e l’altro solo al 41%. Ancora più drammaticamente, nel gruppo dei più malati, stadio IVA, con metastasi distanti, il 39% dei pazienti Gerson è guarito mentre nell’altro gruppo si è arrivat i solo al 6%. Mai come oggi, in un clima di accresciuta consapevolezza ecologica e di rivalutazione dell’ambiente, le sue straordinarie intuizioni assumono il tono di una rivelazione profetica e di un giudizio morale, facendo intravedere nuovi orizzonti per la moderna ricerca oncologica.

MARGARET STRAUS

Margaret Straus Margaret Straus è la nipote del Dottor Max Gerson. Nata a New York, dal 1967 abita in Europa, prima a Londra e ora tra Milano e il lago di Como. Nei primi anni ’70 scrive un articolo sul lavoro di suo nonno per Here’s Health, una rivista popolare inglese per le cure naturali. L’articolo suscita enorme interesse e da allora la signora Straus scrive articoli, fa conferenze e tiene seminari sul lavoro di suo nonno in tutta l’Inghilterra. Nel 1979 suo marito Giuliano Dego, scrittore e professore all’Università di Londra, inizia una ricerca approfondita sulla storia del Dottor Gerson che porterà nel 1997 alla pubblicazione negli Stati Uniti del suo romanzo di 767 pagine, Doctor Max. Nel 1999, la Rizzoli pubblica Il dottor Max, il romanzo di Dego, nella prestigiosa collana economica SUPERBUR. Vince subito il Premio Latina per il Tascabile. L’interesse suscitato da questo romanzo, avvincente e inquietante, porta alla pubblicazione da parte di Macro Edizioni del libro di Charlotte Gerson e Morton Walker, La terapia Gerson, e, nell’aprile 2009, Guarire con il Metodo Gerson, di Charlotte Gerson e Beata Bishop.

Margaret Straus continua a diffondere il messaggio di suo nonno attraverso conferenze e colloqui con pazienti.

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