Meditazione

Meditazione

La Meditazione non è uno stato in cui entrare o da cui uscire, né è una funzione, o un’attività.

“Ci sono momenti della vita quotidiana in cui la mente non è agitata, dovremmo cercare di essere consapevoli di questi momenti, essi sono le finestre dalle quali può entrare la Verità, non sono il frutto di volontà o disciplina ma di circostanze esterne che portano la mente alla quiete. Quando la mente smette di voler afferrare, quando non c’è più sforzo per ottenere e divenire qualcuno, quando l’energia non è più proiettata in strategie e finalità, essa ritorna a uno stato di equilibrio in cui tutto rimane tranquillo e punta verso la Consapevolezza silenziosa, in cui tutti i pensieri e le percezioni appaiono e scompaiono.

La Meditazione non è uno stato in cui entrare o da cui uscire, né è una funzione, o un’attività. Prima di andare verso la Meditazione, dovreste familiarizzare con il vostro ambiente più vicino: il vostro modo di pensare, di sentire, le vostre sensazioni, le vostre paure, l’insicurezza e così via. Questo richiede una qualità di Attenzione libera da aspettative, da anticipazioni. Richiede una mente innocente, un’Attenzione innocente. In quest’Attenzione innocente, la mente non ha ruolo, non ha niente da guadagnare. La qualità di Attenzione di cui parlo è un rilassamento molto profondo. La pura Attenzione non è localizzata. Familiarizzate con l’ascolto, l’osservazione, senza lasciare che la concettualizzazione interferisca. Osservate, ascoltate senza nominare, giudicare, comparare, valutare, giustificare e così via. Vivete semplicemente nella percezione senza concettualizzazione. Nella percezione pura non c’è posto per la persona, per l’ego. Quando avrete familiarità con ciò che vi circonda da vicino, il vostro ambiente psico-fisico, troverete che non siete più coinvolti e sentirete che tutto ciò che appare nella vostra vita quotidiana, appare in questa pura Attenzione. Sentirete voi stessi sempre più nell’Attenzione. Quest’Attenzione si dispiegherà, diventando Presenza, Consapevolezza, tutto il vostro corpo-mente sarà presente in essa.

Il testimone è sempre presente, egli è eterna Presenza. E’ ciò che non si identifica con il mutamento, con le circostanze, e perciò le ‘osserva’. Ogni qual volta si prenda nota di un mutamento, lo si fa dalla posizione del presente. E’ questa continua Presenza attraverso la vita che chiamiamo il testimone. Conoscere il testimone, perciò, significa sperimentare la presenza del Presente in ogni mutamento.

Direi che il desiderio interiore di meditare proviene dall’esperienza di Attenzione senza tensione. Il desiderio di Essere proviene direttamente dal Desiderato, in altre parole il Sé sta cercando sé stesso. Questa intuizione ci induce ad abbandonare il nostro bisogno di accumulare, afferrare, compiere, possedere, e tende a ridurre l’attività della mente. La profonda comprensione di questo ci porta spontaneamente alla nostra dimora. La Grazia ci richiama a sé, questo non può essere descritto, può solamente essere vissuto.

Quando cercate di meditare create uno stato, avete un obiettivo da raggiungere. Non si può mai meditare intenzionalmente, si può soltanto imparare ad abbandonare ciò che non è Meditazione. Tutti gli sforzi per eliminare o divenire sono inutili, perché il tentativo stesso fa parte di ciò che cercate di eliminare. La mente può essere immobile di tanto in tanto ma la natura della mente è attività, è funzione. Il vostro corpo può essere vuoto, di tanto in tanto rilassato, ma anche il vostro corpo è funzione. E’ perciò una violenza contro la natura tentare di fermare la mente o il funzionamento del corpo.

Quindi, quando si parla di Silenzio, o Attenzione, Presenza, non ha niente a che vedere con il fermare le funzioni della mente, o il fermare le attività del corpo. Ciò che intendiamo con Meditazione, ciò che intendiamo per Presenza, è al di là dell’attività e della non attività, e perfino il termine geometrico ‘al di là’ non è appropriato. Meditazione, Attenzione, Presenza è l’immensa vastità in cui si svolgono tutta l’attività e la non-attività. Questa vastità è senza direzione, e in essa le funzioni della mente e del corpo appaiono e scompaiono perché queste funzioni sono espressione, un’estensione della nostra reale natura, del nostro reale essere, Presenza.

Non dimenticate che la vera Meditazione avviene in assenza di un meditante. Quindi, se siete attratti dalla Meditazione, prendetela semplicemente come un esperimento di laboratorio dove esplorare, guardare i fatti. Quando cominciate a rispondere alle sollecitazioni del silenzio, potreste essere chiamati ad esplorare l’invito. Questa esplorazione è una specie di laboratorio. Potete sedervi ad osservare il va e vieni delle percezioni. Restate presenti ad esse, ma non le seguite, seguire un pensiero è ciò che lo mantiene. Se restate presenti, senza diventare complici, l’agitazione rallenta a causa della mancanza di carburante. Nell’assenza di agitazione siete presi allora dalla risonanza della tranquillità.

Quando vedrete che non c’è alcun meditante, né qualcosa su cui meditare, allora rimarrà solo l’Essere. Soltanto questa autentica Meditazione, la Consapevolezza senza tempo, può liberarci dalla presa esercitata dalle reazioni automatiche del pensiero e della memoria. Questa Presenza libera e regola senza intenzione le energie implicate in queste reazioni. Dato che non riesco a trovare una parola migliore della parola “corrente”, direi che si tratta di una corrente d’Amore.”